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    1/26/2007

    ...PER NON DIMENTICARE...

    27 gennaio 1945

    27 gennaio 2007 

     "GIORNATA DELLA MEMORIA"

    Data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia e  la morte, nonchè coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, e a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.
    In questo giorno i mass-media non faranno altro che bombardarci di immagini e frasi a cui solo a guardarle e sentirle fa una rabbia e tanta voglia di piangere....
    Ma ora mai,non resta che il ricordo di quelle persone che hanno vissuto sulla loro pelle quei momenti atroci e infiniti, è vero non possiamo dimenticare ciò che è successo ma soltanto tramandare l'irraccontabile, affinchè non succeda mai più.
    ..Mentre scrivo queste quattro righe vorrei trovare qualcosa che colpisce nel cuore di chi sta leggendo ma mi rendo conto che non sono capace,io nn c'ero quindi non posso capire, l'unica cosa che mi vien da fare è chiedere scusa a tutti gli ebrei da parte di coloro che non lo hanno fatto...e ringraziare le persone che ci sono state che hanno aiutato molti ebrei a scappare,al costo di perdere la propria vita..
    Non posso credere a quante vite sono state sprecate per un capriccio di un dittatore malvagio e crudele..
    E' stato il "gesto",forse non è la parola adatta ma comunque credo sia stato l'errore più grave che si sia mai commesso in tutta la storia dell'umanità..
    Io non dimenticherò mai ciò che purtroppo è realmente accaduto,impossibile non farlo...e chiedo anche a voi di non farlo mai.
     
    Ecco alcune persone a cui dobbiamo dire grazie:
    Oskar Schindler.
    Che salvò più di 1200 ebrei dalla morte sicura nelle camere di gas di Auschwitz, fu uno sconosciuto nella Germania del dopoguerra. Il libro "La lista di Schindler" (Frassinelli, 29 500 Lire) dell'australiano Thomas Keneally dal quale Spielberg ha tratto il suo film fu scritto solo dodici anni fa e ha avuto appena un modesto successo. Nelle enciclopedie dove si trovano i nomi terribili dei criminali di guerra mancano quelli dei giusti fra i popoli, come vengono chiamati in Israele. Quei giusti fra i popoli dei quali esiste secondo la tradizione ebraica sempre un certo numero al di fuori del popolo eletto. Vengono onorati con degli alberi d'ulivo nella strada dei giusti a Gerusalemme dove esiste il museo e il centro di ricerca Yad Vashem che continua anche cinquant'anni dopo la fine della guerra a cercare le persone che hanno salvato ebrei durante quei terribili anni. Schindler poté piantare il suo albero nel 1959 e solo anni dopo, dietro la spinta dei 'suoi' ebrei, che ancora oggi si autodefiniscono 'gli ebrei di Schindler' ricevette anche in Germania una medaglie e una pensione minima.
    DIMITAR PESHEV vice presidente del parlamentO, che fu l'artefice del salvataggio dell'intera comunità ebraica della Bulgaria nel marzo del 1943, quando costrinse con un'azione di forza il ministro degli interni Peter Gabrovski a revocare dal suo ufficio l'ordine di deportazione.
     
     
     

    Voi che vivete sicuri
    Nelle vostre tiepide case;
    Voi che trovate tornando a sera
    Il cibo caldo e visi amici:
    Considerate se questo è un uomo
    Che lavora nel fango
    Che non conosce pace
    Che lotta per mezzo pane
    Che muore per un sì o per un no
    Considerate se questa è una donna,
    Senza capelli e senza nome
    Senza più forza di ricordare
    Vuoti gli occhi e freddo il grembo
    Come una rana d'inverno
    Meditate che questo è stato:
    Vi comando queste parole.
    Scolpitele nel vostro cuore
    Stando in casa andando per via,
    Coricandovi alzandovi;
    Ripetetele ai vostri figli.
    O vi si sfaccia la casa,
    La malattia ve lo impedisca,
    I vostri nati torcano il viso da voi.

    Primo Levi "SE QUESTO E' UN UOMO"

     

     

    FUGA DI MORTE

    Nero  latte dell’alba lo beviamo la sera
    lo beviamo a mezzogiorno e al mattino lo beviamo la notte beviamo e beviamo
    scaviamo una tomba nell’aria là non si giace stretti
    Nella casa abita un uomo che gioca con i serpenti che scrive
    che scrive all’imbrunire in Germania i tuoi capelli d’oro Margarete
    lo scrive ed esce dinanzi a casa e brillano le stelle e fischia ai suoi mastini
    fischia ai suoi ebrei fa scavare una tomba nella terra
    ci comanda ora suonate alla danza.

    Nero latte dell’alba ti beviamo la notte
    ti beviamo al mattino e a mezzogiorno ti beviamo la sera
    beviamo e beviamo
    Nella casa abita un uomo che gioca con i serpenti che scrive
    che scrive all’imbrunire in Germania i tuoi capelli d’oro Margarete
    I tuoi capelli di cenere Sulamith scaviamo una tomba nell’aria là non si giace stretti

    Lui grida vangate più a fondo il terreno voi e voi cantate e suonate
    impugna il ferro alla cintura lo brandisce i suoi occhi sono azzurri
    spingete più a fondo le vanghe voi e voi continuate a suonare alla danza

    Nero latte dell’alba ti beviamo la notte
    ti beviamo a mezzogiorno e al mattino ti beviamo la sera
    beviam
    o e beviamo
    nella casa abita un uomo i tuoi capelli d’oro Margarete
    i tuoi capelli di cenere Sulamith lui gioca con i serpenti

    Lui grida suonate più dolce la morte la morte è un maestro tedesco
    lui grida suonate più cupo i violini e salirete come fumo nell’aria
    e avrete una tomba nelle nubi là non si giace stretti

    Nero latte dell’alba ti beviamo la notte
    ti beviamo a mezzogiorno la morte è un maestro tedesco
    ti beviamo la sera e la mattina beviamo e beviamo
    la morte è un maestro tedesco il suo occhio è azzurro
    ti colpisce con palla di piombo ti colpisce preciso
    nella casa abita un uomo i tuoi capelli d’oro Margarete
    aizza i suoi mastini contro di noi ci regala una tomba nell’aria
    gioca con i serpenti e sogna la morte è un maestro tedesco

    i tuoi capelli d’oro Margarete
    i tuoi capelli di cenere Sulamith


    Paul Celan

    Auschwitz

    Laggiù, ad Auschwitz, lontano dalla Vistola,
    amore, lungo la pianura nordica,
    in un campo di morte: fredda, funebre,
    la pioggia sulla ruggine dei pali
    e i grovigli di ferro
    dei recinti:
    e non albero o uccelli nell’aria grigia
    o su dal nostro pensiero, ma inerzia
    e dolore che la memoria lascia
    al suo silenzio senza ironia o ira.
    Da quell’inferno aperto da una scritta
    bianca: " Il lavoro vi renderà liberi "
    uscì continuo il fumo
    di migliaia di donne spinte fuori
    all’alba dai canili contro il muro
    del tiro a segno o soffocate urlando
    misericordia all’acqua con la bocca
    di scheletro sotto le docce a gas.
    Le troverai tu, soldato, nella tua
    storia in for
    me di fiumi, d’animali,
    o sei tu pure cenere d’Auschwitz,
    medaglia di silenzio?
    Restano lunghe trecce chiuse in urne
    di vetro ancora strette da amuleti
    e ombre infinite di piccole scarpe
    e di sciarpe d’ebrei: sono reliquie
    d’un tempo di saggezza, di sapienza
    dell’uomo che si fa misura d’armi,
    sono i miti, le nostre metamorfosi.
    Sulle distese dove amore e pianto
    marcirono e pietà, sotto la pioggia,
    laggiù, batteva un no dentro di noi,
    un no alla morte, morta ad Auschwitz,
    per non ripetere, da quella buca
    di cenere, la morte.

    Salvatore Quasimodo

     

     

    Tratto da "LA NOTTE"

    «Mai dimenticherò quella notte, la prima notte nel campo, che ha fatto della mia vita una lunga notte e per sette volte sprangata.
    Mai dimenticherò quel fumo.
    Mai dimenticherò i piccoli volti dei bambini di cui avevo visto i corpi trasformarsi in volute di fumo sotto un cielo muto.
    Mai dimenticherò quelle fiamme che bruciarono per sempre la mia Fede.
    Mai dimenticherò quel silenzio notturno che mi ha tolto per l’eternità il desiderio di vivere.
    Mai dimenticherò quegli istanti che assassinarono il mio Dio e la mia anima, e i miei sogni, che presero il volto del deserto.
    Mai dimenticherò tutto ciò, anche se fossi condannato a vivere quanto Dio stesso. Mai.»

      Elie Wiesel - Premio Nobel per la pace nel 1986
     
     
    Questa giornata non può essere considerata solo ed unicamente come ricordo e celebrazione della Shoah, che è e rimane uno dei crimini più efferati  contro l'umanità, ma deve servire come spunto di riflessione e dibattito sui temi legati ai diritti di tutti i viventi ed alla loro negazione, qualsiasi popolazione del pianeta riguardino, indipendentemente dalla razza, dalla religione, dalla specie, dall'orientamento sessuale, dall'appartenenza etnica e dal censo.

    Il Parlamento italiano con la Legge 20 luglio 2000, n. 211 ha istituito il “Giorno della Memoria” in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti.

    LA FOLLIA DI ALLORA CONTINUA NELL'OLOCAUSTO del terzo millennio

    Gli uomini fanno agli animali ciò che sono

    capaci di fare ai propri simili: gli allevamenti di

    bestiame e i macelli sono il prototipo dei campi

    di concentramento... S. Mordysnky

     
     
     
     
     
     
     
     
    PER SAPERNE DI PIU'
    3)
     
     
     
     
     

    1/25/2007

    ...grazie...

     
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    VI    RINGRAZIA

    X    LE 

    ..."500 " VISITE...  

    1/21/2007

    ...FiRmA iL mIo GuEsTbOoK...

     
     
     

     
     

    .........fIrMa iL MiO gUeStBoOK.......                                                                           

       

    1/16/2007

    ...CUCCIOLI DEL CUORE...

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    ....I MIEI CUCCIOLI PREFERITI...

     

                  
                                                                                                                                                                                                                                                                                                            
                                                    
                                                                                                                 

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    1/6/2007

    ...La vera storia della befana....

     
    ...La Vera Storia Della Befana...
              
    La Befana è nel nostro immaginario una vecchietta che porta doni ai bambini la notte tra il 5 e il 6 gennaio.Le sue origini sono frutto di credenze popolari e tradizioni cristiane.                                                                                                                  La Befana infatti porta i doni in ricordo di quelli offerti al Bambino Gesù dai Re Magi. La sua rappresentazione è ormai la stessa da tempo quasi infinito: un gonnellone scuro ed ampio, un grembiule con le tasche, uno scialle, un fazzoletto o un cappellaccio in testa, un paio di ciabatte consunte, il tutto assortito da coloratissime toppe.

    La filastrocca a lei dedicata descrive bene il suo abbigliamento:

     

                                          " La Befana vien di notte

                                         con le scarpe tutte rotte

                                        col cappello alla romana

                                            viva viva la Befana! "

     

    La notte tra il 5 ed il 6 gennaio, a cavalcioni di una scopa, passa sopra i tetti delle case e, calandosi dai camini, distribuisce nelle calze lasciate appese dai bambini, giocattoli, cioccolatini e caramelle. Non mancano comunque carbone e cenere per chi ha fatto troppi capricci durante l'anno.

    E' tradizione lasciare alla Befana un piattino con un mandarino o un'arancia con un bicchiere di vino in modo che si possa rifocillare.

    Il mattino successivo insieme ai regali i bambini troveranno il pasto consumato e l’impronta della mano della Befana sulla cenere sparsa nel piatto. 

     

     

     

    1/4/2007

    ....3msc...

    ~ Tratto dal Film 3msc ~

      

     

    Bisogna stare molto attenti a quello che ci circonda perché a volte, improvvisamente, qualcosa zucchera la nostra giornata.

    Questa che state per sentire non è una canzone, è la voce della neve che si scioglie in acqua pura…

    Fuori dalla mia finestra vedo solo macchine veloci, moto impazzite, scooter che si lasciano il traffico alle spalle

    Guardo e credo di avere imparato una piccola verità, che il mondo ti voglia rapido perchè tu possa arrivare sempre in orario, ti vuole veloce per ricordare solo il rumore del tuo passaggio,

    è per questo che, quando davvero ti accorgi che stai

    andando da nessuna parte, allora acceleri…..

    F. M 107. 3 Radio Caos – Vado a farmi vedere, ma da uno bravo-

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     



     

     

    ...auguri...